Diario di viaggio alle “SEYCHELLES”

Giocando a golf può anche succederti di vincere un viaggio da favola.
E’ quello che mi è successo, ed ora finalmente mia moglie sarà contenta di accompagnarmi, ma solo perchè si andrà alle favolose Seychelles.
Partenza da Milano Malpensa in tarda serata, già in aeroporto familiarizziamo con gli altri golfisti. Ma, come succede di solito, leghiamo maggiormente con due coppie di Verona (mariti giocatori, mogli al seguito).
Finalmente, con un po’ di ritardo, l’imbarco sul Boeing delle Air Seychelles.
Nove ore circa di volo notturno e atterriamo all’alba sulla lingua di terra dell’aeroporto dell’isola di Mahè.
Una folata di gradevole aria calda ci investe dopo il gelo di Milano.
Aspettiamo il volo di trasferimento per l’isola di Praslin seduti in un punto di ristoro del piccolo aeroporto. Purtroppo ci dicono che uno dei minuscoli aerei che effettuano i trasferimenti è in avaria e quindi ci sarà da aspettare un bel po’.
Fialmente ci imbarchiamo su di un trabiccolo tutto colorato e prendiamo il volo, sotto di noi uno spettacolo da fiaba con la scogliera corallina ed il mare dalle mille sfumature di blu.
L’aeroporto di Praslin è piccolo ma ricco di fascino con le sue costruzioni di legno e paglia. Tutti gli addetti sono gentili e sorridenti e troviamo, pronto ad aspettarci, un pulmanino che ci trasferisce al nostro villaggio sulla Cote D’Or.
Il nostro bungalow è immerso nella vegetazione tropicale a dieci passi dalla spiaggia dorata e tranquilla di Cote D’Or. Sul grande letto a baldacchino fiori tropicali a darci il benvenuto. Siamo stanchi e storditi da tanta bellezza e serenità.
Il villaggio è italiano con personale italiano (soprattutto il cuoco: è sardo e lo apprezzeremo tantissimo).
Dopo un breve riposino acquisiamo lo status di vacanzieri e facciamo, sempre più incantati, i circa 50 metri che ci dividono dalla zona comune del villaggio. Siamo praticamente sul mare con i piedi immersi in una sabbia soffice e dorata, enormi takamaka (alberi tropicali che arrivano con la loro immensa chioma a lambire il mare, qui non c’è bisogno di ombrelloni), palme e tante piante tropicali fiorite. Gironzolano tra la sabbia enormi granchi rossastri alla cui presenza ci si abitua subito, basta ignorarli. L’aria è di un tepore che sembra abbracciare il tuo corpo.
Solite presentazioni dello staff e descrizione delle attività possibili nel villaggio e fuori, compresa l’organizzazione della gara di golf in due giornate che, però sembra la cosa che interessa meno anche i giocatori più incalliti.
Si va a provare il campo da golf di Lemuria, splendido e panoramico percorso molto ondulato.
Io giro con gli amici di Verona e le mogli visitano l’esclusivo club con il percorso benessere e le splendide spiagge. A metà giro ci coglie il classico scroscio d’acqua tropicale, violento e di breve durata che serve a rinfrescare l’aria e a rinvigorire l’erba dei fairway e dei green che risulta, comunque, perfettamente curata. Ogni buca è uno scorcio indimenticabile di vegetazione tropicale e di emozionanti panorami.Ritorniamo alla nostra splendida spiaggia per stenderci all’ombra dei takamaka e godere del mare, del clima e della tranquillità che ci viene offerta.L’equipe del villaggio è squisitamente cordiale e mai assillante.Ma come a cento metri dal villaggio c’è un casinò? Mia moglie organizza subito con gli amici un’allegra serata, è anche l’occasione per sfoggiare qualche abito più elegante dei soliti pareo da spiaggia.Danze creole animano le dolci notti di Praslin con ragazze e ragazzi dai bellissimi lineamenti afro-asiatici e dai sinuosi corpi carichi di sex appeal.Le due giornate successive sono dedicate alla gara di golf che fa segnare punteggi molto bassi per la difficoltà del campo, ma nessuno si lamenta perchè la cornice fa passare in second’ordine la pur sempre presente rivalità sportiva.Ma non trascuriamo le escursioni come quella a Bird Island con le sue tartarughe giganti, con l’attraversamento della foresta tropicale ricca di mangrovie e di vegetazione lussureggiante ed intricata per poi ritrovarci su di una incantevole spiaggia e tuffarci in un mare ricco di pesci tropicali dai mille colori che ti girano intorno.Che dire delle spiagge di La Digue, definite le più belle del mondo. E ancora le battute di pesca con emozioni a non finire per le lotte con tonni e pesci vela dalle grandi dimensioni per poi gustarceli cucinati dal nostro amico cuoco sardo che ha riscontrato pochi consensi solo quando, nella giornata di cucina creola, ha tentato di propinarci un piatto a base di pipistrelli.
Tutto finisce, si ritorna a casa portando nel cuore le spiagge bianchissime, i tramonti mozzafiato, i sorrisi e la bellezza della gente creola.

 

CESARE LATERZA

Vicepresidente ASSOCIAZIONE”C.G.S.I.”

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